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martedì 19 settembre 2017

Torta salata con farina di ceci


Delle volte anche il salato per merenda ha il suo perché! Una torta salata al pecorino, fatta con  farina di ceci e cosparsa di semi di sesamo, può accompagnere bene varie merende e spuntini o addirittura sostituirsi sfiziosamente ad una fetta di pane, per chi ha intolleranze alimentari (io grano e lievito di birra).
Tagliata a fette e condita ce la siamo gustata, tutti in famiglia, in mille modi! Con formaggio fuso, con l'insalata, con dei peperoni grigliati, ma anche così come era, appena sfornata!
Vi lascio (e nello stesso tempo mi conservo) la ricetta!




Ingredienti:
  • 3 uova
  • 1 yogurt naturale
  • 3 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva
  • 150g di farina di ceci
  • 1 cucchiaiata di succo di limone
  • 3 pizzicchi di sale
  • 20g di pecorino grattuggiato
  • 5g di lievito per torte salate (1 cucchiaino)
  • sesamo
  • burro e farina di riso per la teglia
 

Esecuzione:
 
In una terrina, con le fruste elettriche oppure a mano, lavorate le uova con il sale e il succo di limone. Aggiungete poco alla volta l'olio. Incorporate lo yogurt, il pecorino e la farina di ceci. Infine aggiungete il lievito.
Versate in una teglietta di allumino per torte, imburrata e infarinata precedentemente. Cospargete la superficie con semi di sesamo e infornate a forno statico prescaldato a 180°C per 35 minuti circa.
Ecco fatto! Alla prossima!


 

giovedì 14 settembre 2017

Tiropitakia super veloci


Questi tiropitakia super veloci fanno parte dagli assi nella manica delle mamme che con poca fatica e in poco tempo vogliono allestire un buffet di compleanno o preparare una merenda salata in men che non si dica! Un figlio li mangia appena sfornati e l'altro sostienne che il giorno dopo sono ancora migliori. Provateli e ditemi la vostra! Tiropitakia nella cucina greca troverete in versioni infinite. Qui per esempio ne trovate un altra! Con questa ricetta ho passato un pomeriggio piacevole, dando il via al "ricetta in diretta" preparandole in diretta appunto in compagnia di amiche che seguivano. Le registrazioni le trovate nella mia pagina Facebook 


Ingredienti:
  • 450g farina 00
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 250ml latte caldo
  • 125ml olio di semi
  • 125ml olio d'oliva extravergine
  • 1 cucchiaino di sale
  • 300g formaggio feta

Esecuzione:

Scaldare il latte fino a farlo intiepidire e mettetelo in una bacinella. Aggiungete l'olio di semi e l'olio d'oliva extravergine e il cucchiaino di sale. Rovesciate dentro la farina setacciata con il lievito e mischiate. Sbricciolate la feta e mischiatela con l'impasto senza impastare molto.
Prelevate piccole quantità, appiattitele un po' e mettetele sulla teglia foderata da carta forno. Cuocete in forno statico prescaldato a 200°C per 10-15 minuti circa (dipende dalla grandezza e la quantità di impasto che avrete infornato) comunque, fino a doratura desiderata. Ecco fatto!

mercoledì 13 settembre 2017

Polpette al forno



Certe ricette fanno strani giri prima di giungere a destinazione. Questa è la storia delle polpette al forno come le faceva mia nonna paterna che non ho mai conosciuto. Bambina arrivata profuga dall'Asia Minore dopo il genocidio del 1922 e la catastrofe della sua città natale, Smyrne, crebbe nella città dove sono nata io e si sposò con mio nonno per amore. Di lei porto il nome, i lineamenti del viso e lo sguardo sognante come dice mio padre,  (quello che io chiamo "me cala la palpebra" per intenderci). Non visse a lungo. Morì a 54 anni in seguito ad una cardiopatia, causata forse dagli elettroshock coi quali cercaronno durante la guerra civile (1946-1949) di cambiare ideologia politica a chi prima aveva combattuto contro il nazismo e il fascismo o semplicemente si schierava contro. Di lei alla fine so poche cose. So che da ragazza era una grande nuotatrice, so che quando il nonno si imbestialiva lei restava talmente serafica che aumentava la sua ira tanto da prendere la prima valigia che trovava per andare via sbattendo la porta mentre lei gli gridava: prenditi le tue chiavi! E quando dopo mezz'ora tornava lo lasciava suonare un paio di volte, prima di mandargli incontro un figlio: "vai ad aprire a tuo padre, !" diceva sorridendo compiaciuta, perché lui da lei tornava sempre. So che una volta in seguito ad una disputa, perché lui sosteneva di non dormire dopo pranzo, lei lo cucì sul divano per dimostrargli che non solo aveva chiuso gli occhi, ma si era addormentato come sempre profondamente. Lei con lui non si arrabbiava mai. Le arrabbiature le faceva prendere a lui che la sua ira divampava come un fuoco di paglia. Bastava che i loro sguardi si incrocciassero e gli passava tutto. So che amava leggere e che era una donna molto colta. Questo è tutto quello che so su di lei.
Quest'estate invece è successo una cosa strana che illuminò tutta la mia ossessione di non voler mettere l'uovo nell'impasto delle polpette! La maggior parte delle ricette per polpette, polpettine, polpettoni prevedono l'uso del uovo nell'impasto. Mia mamma (che faceva delle polpette meravigliose che sapevano di mamma) ne metteva. Nonna Marigùla idem! La ciottola di vetro con gli ingredienti da amalgamare bene ce l'ho davanti agli occhi. L'uovo c'era. Ecco infatti la ricetta delle polpettine lasciata in eredità, la trovate qui. Ma sempre, proprio sempre mi sono detta che l'uovo non ci stava a fare nulla! Avrei voluto toglierlo ma non osavo. Immaginate quindi il mio stupore un giorno di quest'estate al mare, quando mi trovo davanti ad una signora sconosciuta, molto bella, (che le avrei dato massimo 65 anni ma che in realtà ne aveva 80) che candidamente mi chiede se sono la figlia di Thanasis (mio padre). Mi racconta che l'ha incontrato dopo tanti anni e le ha detto di essere nonno di due pulcini neri, adottati dall'Africa (che in quel preciso momento da dentro il mare gridavano "Mamma! Guarda! Mamma, tuffo a rovescio, mammaaaaaaaa) Eh, sì ero indubbiamente io... Mi racconta in breve la sua storia e il suo rapporto con la famiglia di mio padre e infine, concisa mi regala una ricetta della nonna che non ho mai conosciuto! "Noi abitavamo a fianco alla casa paterna di tuo padre. Io, mia mamma e mio fratello più piccolo. Mio papà era morto giovane e ci siamo trovati in difficoltà. Tua nonna, una gran bella persona, (guarda i miei bambini) le somigli! Ci sostenne moltissimo alla nostra disgrazia. Sostegno morale, dal punto di vista umano. Aveva un modo unico allegerire tutto. Ho dovuto trovare un lavoro io per tirare sù mio fratello che era piccolo. Povertà, non dico altro... Lei diceva a mia mamma: che ci metti a fare l'uovo nella carne! Fallo mangiare al bambino che alle polpette non serve! Lo diceva per farle guadagnare un pasto per il bimbo, ma sai una cosa, io le polpette le faccio ancora così, come diceva donna Eleni e la penso ogni volta che preparo polpette, polpettine e perfino il polpettone, fatto proprio 3 giorni fa e ho pensato a tua nonna. Esce una meraviglia..." Mi sono fatta dire il resto degli ingredienti. Ha salutato e se ne andata. Poi a casa, papà mi raccontò che lei era una ragazza bellissima. Lui aveva 8 anni e lei 18 e ogni volta che si lavava cercava di spiarla da sotto la porta che aveva uno spazio cospicuo...
Adesso so che oltre il nome, i lineamenti, lo sguardo, l'atteggiamento serafico nell'affrontare l'ira di un uomo arrabbiato, di lei ho ereditato anche il senso dell'inutilità delle uova nell'impasto delle polpette! Eccovi la ricetta!




Ingredienti:
  • 1kg macinato di manzo
  • 140g pangrattato
  • 2 chucchiaini di sale
  • 50ml ouzo o tsipouro con anice (sostituibile con un qualsiasi distilato secco ad alta gradazione (38-46%Vol) prodotto a partire da una base costituita da mosto d'uva sia fresca che passita e anice)
  • 250ml acqua
  • 50ml olio extravergine d'oliva
  • 1 cipolla media grattugiata
  • 1 cucchiaino di tritto di prezzemolo
  • mezzo cucchiaino di tritto di menta fresca
  • pepe nero

Esecuzione:
Impastate bene tutti gli ingredienti insieme e lasciate riposare in frigo per almeno 2 ore o anche una notte. Formate delle palline, schiacciatele poggiatele sulla griglia del forno foderata con carta oleata, conditele con un filo d'olio sopra e cuocete in forno prescaldato a temperatura massima per 30-40 minuti, a seconda della grandezza e la quantità delle polpette.
In alternativa mettete le polpette in teglia, tagliate delle patate a pezzi piccoli, oleatele, salatele, pepatele e distribuitele intorno alle polpette. Mettete in forno prescaldato per 15-20 minuti a temperatura massima, dopo di che tirate fuori e bagnate polpette e patate con suco di un limone diluito con una cucchiaiata di acqua. Rimettete in forno e ultimate la cottura per altri 20 minuti circa.



domenica 10 settembre 2017

Asiago saganaki

 

Saganaki è una tipica preparazione della cucina greca quando la situazione esige uno sfizioso antipasto per accompagnare un aperitivo, quando bisogna improvvisare degli stuzzichini per accogliere della buona compagnia senza aver prima organizzato, quando ci si vuole abbandonare in peccati di gola salati!
Si tratta semplicemente di formaggio infarinato e fritto in olio extravergine d'oliva. Prende il suo nome dal tegamino (saganàki) dove un tempo si usava friggerlo e molte volte servirlo. La maggior parte dei formaggi tipici greci vengono prodotti con latte di capra, pecora o misto di latte ovino in percentuali variabili. Per saganaki quindi si usa di solito Kefalograviera, un formaggio simile ad Asiago sia fresco che stagionato ma fatto con latte ovino e leggermente più salato. Adesso voi vi chiederete, perché sostituire Kefalograviera con un formaggio vaccino quando in Italia abbondano i pecorini... Semplicemente perché piace di più al mio palato! Ho sempre trovato saganaki buono ma forte, salato, insomma alla fine aveva qualcosa che non mi andava. Asiago e saganaki invece si valorizzano a vicenda! Perché quando ero piccola mia mamma ogni tanto comprava kefalograviera vaccina che a me piaceva moltissimo! Sull'altopiano di Asiago poi mio marito mi ha fatto la proposta  di non-matrimonio, fondamentale per mettersi insieme dato che io  di sposarmi non ne volevo sapere. E niente, ne sono affezionata e ghiotta! Provate Asiago a saganaki, vi stupirà!


 Ingredienti:
  • 200g di Asiago fresco in un unico pezzo
  • acqua
  • farina 00
  • olio d'oliva extravergine
  • qualche goccia di limone (facoltativo)



Esecuzione:
Mettete il formaggio in freezer per un ora, un ora e mezza.
Bagnatelo con acqua, passatelo nella farina e ripetete l'operazione. Mettetelo a friggere in olio extravergine ben caldo girandolo solo una volta per parte. Servitelo subito accompagnato da qualche fetta di limone. Facile, no? Sparisce in un batti baleno!

 

sabato 9 settembre 2017

Zucchine baby grigliate

 

Mille modi per mangiare le zucchine! Questa volta un contorno estivo e delizioso preparato i primi di Settembre, perché in Grecia l'estate è dura a morire e perché di zucchine baby a casa ne siamo ghiotti! Si prepara con poca fatica e accompagna bene una grigliata di mare o di carne. A dire il vero va bene anche per accompagnare un aperitivo alla greca dove a piccoli stuzzichini si finise col pasteggiare! Sapori tutti che sanno d'estate: basilico, olio, aceto e aglio! Le zucchine devono essere piccole, baby appunto e tenerissime. Provatele e vedrete che il sapore cambia molto. Sono le mie preferite anche per farle in salsa d'uva acerba, ricetta tramandata da mio nonno. Zucchine baby grigliate invece è una ricetta di Apriti Sesamo che di questo ortaggio ne è ghiotta!


Ingredienti:
  • 500gr di zucchine baby
  • 4 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva
  • sale
  • 2 cucchiaiate di aceto di vino rosso
  • 1 spicchio d'aglio
  • 4 foglie di basilico

Esecuzione:

Private le zucchine dalle estremità, lavatele e asciugatele. Tagliatele a metà per il lungo e grigliatele a fuoco moderato, girandole da tutti e due i lati, fino a che si ammorbidiscano restando comunque al dente.
Preparate l'emulsione con l'olio, l'aceto, il sale, le spicchio d'aglio tagliato a metà e il basilico trittato, condite le zucchine e lasciate riposare per un ora, prima di servire!

 

venerdì 1 settembre 2017

Mr Ripley's salad


Vacanze sono i luoghi dove si ricaricano le pile,  dove ci si rimette in asse, dove si generano nuove energie, dove si azzera ogni conto alla rovescia. Luoghi di vacanza sono per me, da anni ormai, certi abbracci. Abbracci stretti nei quali si scarica un meticoloso accumulo d'affetto durato un anno se non di più. Esattamente come le nuvole cariche di un temporale estivo che lasciano la terra emanare profumo di buono e il cielo limpido, così dopo un abbraccio, tutto è limpido e profuma. Luoghi di vacanza, oltre gli abbracci, sono per me odori e sapori dove il tempo si ferma. Non ho foto da cartolina dalle vacanze di Apriti Sesamo, perché ogni luogo senza essere raccontato viene privato della sua essenza. Diventa un luogo bello come un altro, carico solo della vanità del "io ci sono stata" (nulla di male, intendiamoci, fatto sta che non ho luoghi "io ci sono stata" da mostrarvi.)
Vi mostro parte degli abbracci e delle coccole dove sono stata, dove Apriti Sesamo si è rigenerata!


Un caffè (doppio espresso freddo) portato per colazione insieme a tsoureki, tiropita, muffins al cocco e un dolce sardo (ma fatto in Grecia da una greca...) per accompagnare tante chiacchiere, commenti e progetti. Tra tutte le belle emozioni persiste ancora l'essersi deliziati il giorno prima con la mia insalata di gamberetti e zucchine, quindi i discorsi arrivano alla sua bontà e alle sue mille varianti. Vecchio vizio nostro: creare a parole. Un tempo, a parole, scrivevamo libri interi di poesie, storie, opere teatrali. Adesso a quanto pare siamo pronti per passare a libri di ricette! Le zucchine crude condite con olio extravergine, limone e senape fanno da base indiscussa. Si discute invece sul taglio. A fettine o in lungo? E poi lui va a casa sua e mi manda le foto del risultato finale. Due foto prima di divorarla accompagnata con due fette di pane abbrustolito fatto con lievito madre. Me la regala per il blog e malgrado non metto ricette che non siano fatte e fotografate da me, questa merita percui accetto il regalo. Ah, dimenticavo! L'artefice della colazione nonchè dell'insalata, Mr Ripley insomma, è sempre lui, quello delle pesche per il frullato di un tempo!



Ingredienti (indicativamente):
  • 2 carote
  • 2 zucchine tenere
  • salmone affumicato
  • olio extravergine
  • limone
  • senape
  • qualche goccia di aceto di vino bianco
  • origano
  • sale
  • tripudio di pepe macinato (nero, verde e rosso)
  • una punta di menta pirerita

Esecuzione:


Lavate e zucchine, privatele dell'estremità e con un pelapatate affettatele per la lungrezza. Spelate le carote e ugualmente per il lungo affettatele. Aggiungere i pezzi di salmone affumicato.
In un recipiente emulzionate l'olio, il limone, l'aceto, la senape, l'origano e un pizzico di sale. 
Condite l'insalata macinate sopra il pepe.



 

mercoledì 30 agosto 2017

Insalata di gamberetti e zucchine



Alla ricerca di sfiziosi antipasti per accompagnare gli aperitivi delle bevante nazionali di ouzo e tsipouro, non vi è mai fine! Togliamoci lo sfizio allora e prepariamo questa insalata di gamberetti e zucchine che vi lascerà stregati! Indispensabile la freschezza dei gamberetti e la tenerezza delle zucchine! Non spreco altre parole, non servono, gustatela e basta!

  
Ingredienti:
  • 500gr di gamberetti freschi
  • 3 zucchine piccole e tenere
  • 4 chucchiaiate di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaiata di senape
  • 1 cucchiaiata di succo di limone
  • 1 cucchiaiata tritto di prezzemolo e aglio (aglio io mezzo di uno spicchio piccolo)

Esecuzione:
Buttate i gamberetti in acqua bollente, leggermente salata e fateli bollire per 4-5 minuti. Scolateli e lasciateli sfreddare. Ripuliteli rimuovendo prima la testa e poi il carapace.
Lavate le zucchine, privatele delle estremità e tagliatele a fette sottili. Io ho usato un pelapatate.
In una ciottola emulsionate bene olio extravergine, limone, senape e il tritto di aglio e prezzemolo e versatelo sopra i gamberetti e le zucchine. Mischiate perchè il tutto venga condito bene e lasciate riposare per un po' in frigo.

 Baci, alla prossima!