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mercoledì 31 maggio 2017

Osso buco


"Questo è un piatto che bisogna lasciarlo fare ai Milanesi, essendo una specialità della cucina lombarda. Intendo quindi descriverlo senza pretensione alcuna, nel timore di essere canzonato. E' l'osso buco un pezzo d'osso muscoloso e bucato dell'estremità della coscia o della spalla della vitella di latte, il quale si cuoce in umido in modo che riesca delicato e gustoso. Mettetene al fuoco tanti pezzi quante sono le persone che dovranno mangiarlo, sopra a un battuto crudo, e tritato di cipolla, sedano, carota e un pezzo di burro; conditelo con sale e pepe. Quando avrà preso sapore aggiungete un altro pezzetto di burro intriso nella farina per dargli colore e per legare il sugo e tiratelo a cottura con acqua e sugo di pomodoro o conserva. Il sugo passatelo, disgrassatelo e rimesso al fuoco. dategli odore con buccia di limone tagliata a pezzettini, unendovi un pizzico di prezzemolo tritato prima di levarlo dal fuoco."
Pellegrino Artusi (1820-1911)



 

lunedì 29 maggio 2017

Insalata di tonno light


 Proposta di una fresca insalata di tonno che fa parte dei miei piatti  light. Se non siete a regime di dieta ipolipidica condite con olio d'oliva extravergine! I colori, l'agro dell'aceto di mele e il dolce del peperone e del mais la rendono un' insalata molto soddisfacente per i sensi e saziante per lo stomaco!
Ricordatevi sempre di controllare il luogo di pesca del tonno, perché purtroppo esistono aree pesantemente inquinate da scorie radioattive.
Come controllare la provenienza? Mettendo su Google il codice FAO che trovate scritto sulla scatola o mettendo il luogo di pesca, dato che ad alcune scatolete di tonno c'è scritto!



Ingredienti:
  • cuore di una lattuga romana
  • 1 cetriolo
  • 1 peperone rosso
  • 140g mais bollito (se in scatola senza zuccheri aggiunti)
  • 94g di tonno all'olio d'oliva (sgocciolato)
  • aceto di mele
  • (eventualmente olio extravergine d'oliva)

Esecuzione:
 
Lavate e asciugate le foglie di lattuga, pelate il cetriolo e tagliatelo a fette.

Con il pelapatate sbucciate il peperone e tagliatelo a pezzetti.
Mischiate mais, peperone e tonno, componete il piatto e annaffiate a piacere con aceto di mele!



domenica 28 maggio 2017

Gnocchi con peperone, cipolla e acciughe


Gnocchi saltati in padella con peperone, cipolla e acciughe: un primo veloce, facile da preparare e  molto gustoso. Un primo, ricetta di Apriti Sesamo, che precede un secondo di mare. Ho usato la metà di una cipolla bianca grande che pesava circa mezzo chilo ed era pungente, ma tenera e dolcissima! Non so che varietà fosse perché quando subito dopo aver accompagnato i bimbi a scuola passo dal fruttivendolo stiamo ancora dormendo sia io che lui. Quindi, quando ho bisbigliato "che... varietà è questa cipolla?" Si è sforzato di capire dove era catapultato e ha risposto: "eeeeh... è cipolla fresca." Ovviamente per non turbare oltre il sonno mio e suo, non ho voluto insistere. Comunque se qualcuno sa di che varietà sono le cipolle bianche giganti e fresche mi illumini sotto nei commenti, sarò grata! Ah! E se vi capita di trovarle in giro, compratele perché sono veramente buone e gli gnocchi con peperone cipolle e acciughe sono usciti una squsitezza!

 

Ingredienti:
  • 1 peperone rosso
  • 1 cipolla fresca grande
  • 1 spicchio d'aglio
  • 60ml olio extravergine d'oliva 
  • pizzico di sale
  • 4 filetti di acciughe sott'olio
  • 3 rametti di prezzemolo
  • 500g di gnocchi di patate piccoli

Esecuzione:

Pelate il peperone e tagliatelo a pezzetti. Sbucciate la cipolla e tagliatela anche essa a pezzetti.
Mettete l'olio a scaldare e lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Saltate le verdure in padella a fuoco alto, spegnete con un bicchiere d'acqua e aggiungete un pizzico di sale, tenendo conto che anche la acciughe rilasceranno salinità. Tirate a cottura fino a che peperone e cipolla comincino a formare una salsetta densa. A questo punto aggiungete i filetti di acciughe tagliati, scolate i gnocchi, metteteli in padella, aggiungete il tritto di prezzemolo, saltate tutto insieme e buon appetito!


 

sabato 27 maggio 2017

Macedonia di frutta


Una macedonia di frutta! Ma ci vuole una ricetta per fare una bella, fresca e invitante macedonia di frutta? Eh, no che non ci vuole! Infatti questa è una "ricetta non ricetta" e comunque una ricetta di Apriti Sesamo che si è messa a dieta! No, non è per la prova costume! Per quella bastano gli occhi a cuoricino dei miei figli ed è superata! Quando il figlio grande era più piccolo mi abbracciava e diceva con una certa goduria "tanta mamma" lui che di mamma fino ai suoi tre anni non aveva avuto... Il punto è che la "tanta mamma" ha deciso di essere abbastanza grande per continuare a crescere in espansione, quindi ci prova a dimagrire di qualche grammo!
Essere in pesoforma è una questione di salute, e poiché questi due monelli che ho per figli mi hanno fatto promettere che camperò minimo 100 anni, devo prepararmi fisicamente e psicologicamente!
Ecco allora una bella, abbontante e fresca macedonia di frutta che mi ha fatto da pranzo!




Ingredienti:
  • 1 mela
  • 1 pera
  • 1 banana
  • 2 nespole
  • 7 fragole
  • more di gelso
  • menta fresca
  • succo di un limone

Esecuzione:

Sbucciate mela, pera e banana. Tagliate a pezzetti, bagnate col succo di limone e condite con menta trittata.
Spellate le nespole, privatele dei loro noccioli e tagliatele a pezzetti. 
Lavate le fragole e le more e lasciatele asciugare sopra qualche pezzo da carta da cucina e aggiungetele nel resto della frutta!
Ecco fatto, buon appetito!







mercoledì 24 maggio 2017

Cozze saganaki


Cozze al tegamino sarebbe la traduzione esatta quindi non c' è bisogno che vi spieghi perché si chiamano "cozze saganaki" E' un veloce e sfizioso stuzzichino, "mezes" nella cucina greca, preparato in pochi minuti, e servito spesso per accompagnare gli aperitivi delle bevante alcooliche nazionali: ouzo o tsipouro. Fa parte di una serie di antipasti coi quali di finisce col pasteggiare.
Di saganaki esistono tre tipi! Formaggio saganaki, cioè formaggio pecorino semistagionato infarinato e fritto, gamberi saganaki che si fa con gli stessi ingredienti  delle cozze saganaki  e qualche volta con l'aggiunta di un peperone verde, varietà friggitelli, tagliato a rondelle e le cozze saganaki. Non saprei dirvi quale saganaki è il più amato e gettonato. Fatti scegliendo con cura le materie prime, sono tutti e tre sublimi!

Ingredienti:
  • 40 cozze
  • 4 pomodori sodi e ben maturi (ho usato varietà Roma vf)
  • 30ml di olio extravergine di oliva
  • 1 peperoncino
  • 1 pizzico di origano
  • 1 tazzina da caffè dell'acqua delle cozze
  • 50-70g  di formaggio feta

Esecuzione:
 
Per prima cosa prepariamo le cozze al vapore facendo una cottura più breve, per completarla dopo dentro la salsa si pomodoro e feta. Quindi controllate sempre che le cozze siano fresche con tanto di date e timbri dello stabulario. Togliete la bavetta che fuoriesce dall'guscio tirandola con una mossa decisa verso l'estremità arrotondata della cozza. Scartate i gusci mezzo aperti che non si chiudono e quelli rotti e spazzolateli velocemente sotto l'acqua corrente con una spazzola dalle setole dure, un coltello oppure con la spugnetta abbrasiva di acciaio inox. Non dovrette lucidare i bottoni dell'uniforme del Colonnello! Solo ripulire un po' i gusci delle cozze! Tanto, per usare l'acqua che rilasceranno basterà filtrarlo aggiungendo nel colino un pezzo di garza.

Mettete mezza tazzina di acqua in una pentola dotata di coperchio e ponetela nel fuoco a fiamma alta. Appena comincia a bollire mettete le cozze, coprite la pentola e lasciatela per 3 minuti d'orologio! Spegnete e aprite il coperchio. Se volete gustare anche una parte di cozze al vapore, togliete velocemente quelle che dovrete usare per saganaki e lasciate cuocere le altre per 1-2 minuti ancora.


In un tegamino (che io non avevo, quindi va bene una padella, quella che avete) mettete a scaldare l'olio  e fatte saltare il pomodoro spellato e tagliato a cubetti. Aggiungete una tazzina da caffè dell'acqua delle cozze, filtrato e a fiamma alta tirate a cottura la salsa per pochi minuti, aggiungendo un pizzico di origano e a piacere un peperoncino piccante.


Appena la salsa si restringe un po' mettete le cozze e la feta sbicciolata e saltate tutto insieme completando la cottura delle cozze. Se optate per lasciare qualche cozza col guscio dovrete essere più certosini nella pulizia e la spazzolatura dei gusci!

In alterativa, vi do le coordinate geografiche di un paio di posti molto carini, dove non avrete che sedervi ed attendere pochi minuti prima che un saganaki di cozze si presenti maestosamente sul vostro tavolo!









lunedì 22 maggio 2017

Torta Marocchina



Un tiramisù incastonato dentro una cheesecake al caffè! O meglio torta Melina avvolta da una cheesecake al caffè e cioccolato e da lì anche il nome: la Marocchina! La preparazione non è laboriosa e i passaggi sono facili. Il montaggio un po' lunghetto ma d'altronde se si vuole aggiungere golosità su golosità non si può che lavorare meticolosamente come le formichine. Il risultato vale sicuramente!




Ingredienti:
per la torta Melina
  • 3 uova
  • 90g di zucchero
  • 90g di farina 00 (oppure 60g farina di riso + 30g amido di mais)
  • 1 vanillina
  • zucchero per sopra
  • 250g mascarpone
  • 100ml panna da montare
  • 20ml rum
  • 60g zucchero
  • 50g gocce di cioccolato
  • cacao in polvere per spolverare sopra 
  • 300ml di caffè lungo
  •  100g cioccolato fondente
  • 50g cioccolato bianco
per la cheesecake
  • 100g di burro
  • 200g frollini integrali
  • 20g di zucchero
  • 20ml di rum
  • 250g mascarpone
  • 50g zucchero
  • mezza tazzina di caffè
  • mezza tazzina di rum
  • 100ml latte
  • 150 cioccolato fondente al 50%
Esecuzione:
 

Cominciamo preparando la basa savoiarda la torta Melina: Montate a neve fermissima 3 albumi. Aggiungete piano piano lo zucchero continuando a montare. Una volta fatta la meringa, con una spatola di silicone e movimenti lenti e circolari incorporate i 3 tuorli d'uovo, la vanillina e la farina setacciata. Mettete il composto in una teglietta d'alluminio per torte imburata e infarinata, livelate bene in modo che gonfi omogeneo e spolverate con un poco di zucchero la superficie. Infornate a forno statico prescaldato a 220°C per 10-12 minuti. Lasciate sfreddare e tagliate a metà.

Con le fruste elletriche lavorate il mascarpone con rum (cognac o brandy) e lo zucchero. Incorporate 100ml di panna montata e dividete la crema in due parti. In una parte aggiungere le gocce di cioccolato. Mettete la metà base savoiarda nel vassoio di portata e bagnatela con 150ml di caffè lungo o allungato con acqua, secondo le vostre esigenze e gusti. Farcite con la crema che contiene le gocce, coprite con l'altra metà della base e bagnatela col resto del caffè. Stendete sopra il resto della crema e mettete in frigo.

Tagliate un striscia di carta forno lunga quanto il perimetro e alto poco più della torta. Sciogliete a bagnomaria o a microonde i due cioccolati e divertitevi cercando di fare qualche motivo come potete vedere nell'immagine. Lasciate che il cioccolato inizi a solidificarsi e avvolgete la torta con la striscia. Mettete in frigo per una ventina di minuti e poi siamo pronti per proseguire.


Trittate i biscotti frollini e impastateli con il burro fuso, lo zucchero e il rum (brandy o cognac).
Tirate fuori dal frigo la torta Marocchina, togliete delicatamente la carta forno e posizionate l'anello per torte. Riempite intorno tra anello e torta con l'impasto per la base della cheesecake e con un cucchiaino, un mestolo o il manico di un coltello (io ho usato quello) compatate la base.
Montate 250g di mascarpone con una tazzina di caffè e rum e 50g di zucchero. Servitevi di una sac a poche dal beccuccio largo per riempire lo spazio tra torta Melina e anello, coprendo la base della cheesecake.
Scaldate 100ml di latte e mettete dentro il cioccolato fondente. Quando è sciolto mischiatelo bene e rovesciatelo a filo sopra la crema di mascarpone al caffè. Mettete il frigo per 30 minuti.
Per ultimo spolverate la torta con il cacao e voilà!!!




mercoledì 17 maggio 2017

Pasta con gamberetti e piselli


Un ibrido tra pastasciutta e risotto e come avrete notato nelle ricette di Apriti Sesamo le due culture culinarie (quella greca che abbina i gamberetti con la feta e i piselli e quella italiana che fornisce la creatività nei primi piatti) si amalgamano e danno risultati niente male! Un risotto fatto con risoni di pasta, gamberetti freschi e piselli sempre freschi o surgelati da me, per i motivi spiegati (qui). Un piatto che vale davvero assaggiare! Eccovi la ricetta!



Ingredienti:
  • 500g di gamberetti freschi
  • 180g di piselli freschi
  • 1 cipolla piccola
  • zafferano in polvere o in pistilli in quantità che voi gradite.
  • sale
  • 80ml di olio extravergine d'oliva
  • 500g risoni di pasta
  • 100g feta



Esecuzione:

Tagliate la cipolla finissima e mettetela a soffriggere leggermente. Aggiungete i piselli freschi, una tazza d'acqua, un poco di sale (quanto basta per salare i piselli).
Pulite i gamberetti, staccando la testa, togliendo il guscio e con la punta di un coltello tirate via l'intestino che si trova lungo il dorso dei gamberetti.
Fatte bollire teste e gusci dei crostacei in acqua quanto basta per coprirli e mettete le code da parte per saltarle con la pasta.

In abbondante acqua salata fatte bollire la pasta per 2/3 dell'tempo di cottura indicata sulla confezione. La mia pasta era risoni di 100% semola rimacinata di grano duro, un tipo di risoni che porto dalla Grecia e che necessitano 14-16 minuti di cottura, quindi ho fatto bollire i risoni di pasta per 10 minuti.
Quando i piselli sono morbidi e rimasti solo con l'olio di cottura, aggiungete le code dei gamberetti, lo zafferano (io due pizzichi di pistilli), fatte saltare la pasta e aggiungendo una tazza di acqua della cottura delle teste completate la cottura, mischiando in modo che non si attacchi. Infine spegnete, aggiungete la feta sbiciolata e comprite per un paio di minuti.



domenica 14 maggio 2017

La leguminosa


Volevo provare a fare una torta con farina di ceci, senza latte, senza uova e senza burro come invece lo era quella che avevo fatta qui ed è diventata una delle mie preferite! La farina di ceci non contiene glutine, quindi può essere tranquillamente utilizzata da chi ha intolleranze o soffre di celiachia. E se togliessimo tutto? Praticamente una torta all'acqua alla quale ho aggiunto succo d'arancia e di limone e un goccio di brandy! Rimane compata ma molto gustosa e profumata. Ottima per accompagnare le mie tazze da tè, ma è piaciuta molto anche ai bambini che mi hanno chiesta di metterla come merenda per la ricreazione. La farina di ceci è più pesante della farina 00 ma grazie alla presenza di agrumi si è gonfiata bene anche senza l'aiuto di uova! E' uscita bella, tanto che mi è piaciuta fotografare questa torta leguminosa senza capovolgerla!

Ingredienti:
  • 200ml di acqua
  • 20ml di brandy, cognac o rum scuro
  • 180ml di spremuta filtrata d'arancia e di mezzo limone
  • 150gr di zucchero
  • 70ml olio di semi
  • 350g farina di ceci
  • 1 cucchiaino di cannella,
  • scorza d'arancia
  • 1 bustina di lievito per dolci, senza glutine
  • pizzico di farina di riso per tortiera

Esecuzione:

 Filtrate il succo d'arancia e limone e unitelo all'acqua e allo zucchero. Lasciare riposare per una decina di minuti e dopo aggiungete il brandy, l'olio di semi, la scorza di un'arancia non trattata, la cannella e la farina di ceci. Lavorate bene non una frusta a mano. All'ultimo unite il lievito, rovesciate in una forma oleata e infarinata con farinadi riso e cuocete a forno prescaldato, a 180°C per 40 minuti circa. Fatte comunque la prova stecchino!


Va bene, adesso ve la presento spolverata di zucchero a velo e vi offro una fetta! Non confondetela con la mia torta limone e zenzero! Solo la forma è uguale per forza di cose! Questa è la mia Leguminosa! Eccola qua:






sabato 13 maggio 2017

Foodblogger - ricomincio da me

Foto presa dal web

Il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi, disse Che Guevara. E quanto mi pare vera questa frase! Da due giorni che ho letto il post "Adotta un Food Blogger e Food blogger d'Autore", sul blog Papille Vagabonte, scritto da Gunther Karl Fuchs,  mi si è piantata in testa una discussione che non lascia spazio per altro. Tante le questioni toccate, ricchezza di spunti di riflessione. Molto su cui concordare, qualcosa su cui avere delle riserve... All'inizio mi sentì il bisogno di commentare, ma poi stetti zitta perché in effetti aveva ragione il Che, in silenzio stavo portando la discussione avanti con altri mezzi. Partiamo però dall'inizio! Chi è Gunther e chi sono io. (Dal mio punto di vista ovviamente!) Gunther è uno che quando scrisse per prima volta un commento sul mio blog, mi emozionai tantissimo! Sentì il mio cuore battere forte e mi pervase un' immensa gratitudine-tenerezza (credo il suo sia stato l'unico commento che mi sconvolse così tanto.) Gunther Karl Fuchs! Un tedesco che ha visto una mia ricetta e l'ha commentata!!! Che tenero, ha scritto in italiano!!! Come ha fatto a leggerla povero! E poi non ho ancora messo nemmeno il traduttore, pensai! Subito dopo mi balenò l'idea che il suo commento fosse casuale che il suo italiano poteva essere anche frutto del Google Traduttore. Cercai le tracce di un' autenticità d'azione. Pareva di aver letto davvero la ricetta, sembrava che avesse realmente apprezzato! Che emozione! Un tedesco che legge una ricetta in italiano, attirato da chi sa che cosa! Poi ovviamente scoprì che non si trattava di un tedesco in cerca di idee culinarie, bensì di un papà ciclista dilettante e consumatore nulla di più e nulla di meno, italiano - italianissimo, nonché "vecchio" blogger (vecchio nel senso con lunga presenza / esperienza sul web.) E così, tramitte i suoi scritti lo conobbi pure io, ultima (adesso penultima) arrivata nel mondo del blog e in particolare del food blog. Un mondo del quale con tanta lucidità e messa a punto parla Gunther nel suo articolo citato sopra, fonte delle mie riflessioni...

Foto presa dal web
 Da poco più di un anno ho aperto un blog di cucina. Fatto tutto a modo mio, partendo da una buona base di ignoranza che mi permetteva di mantenere la mia (in)genuinità. Non ho avuto nessun mentore (anche se qualche foodblogger più datato di me si è sentito il dovere di darmi qualche dritta) Fin a quel momento, le uniche ricette che cercavo su web erano ricette di cucina greca, sperando di trovarle scritte da qualcuno per passarle agli amici italiani che me le chiedevano.Così mi accorsi che su web mancavano le ricette attendibili, per quanto riguarda la cucina greca, per lo meno. Ma non per questo si apre un blog! Certamente l'idea che un domani i miei figli avrebbero cercato una ricetta greca e avrebbero trovato tante storpiature, non mi garbava molto. Tuttavia, aprire un blog è un atto di rivendicazione esistenziale, è un atto di reazione, un tentativo di evolversi. Aprire un blog, seguirlo, predersene cura è creare. Ci vuole passione per la cucina, dicono. Ci vuole pure una buona dose di disperazione, secondo me, di sofferenza da elaborare. Un blog (di cucina) è un atto di presenza! E' dire al mondo "signore e signori ci sono ancora malgrado ciò che sia accaduto, malgrado ciò che è stato..." Si cerca la comunicazione, si cerca di uscire fuori dagli schemi dentro i quali ci hanno o ci siamo chiusi. Delle volte può essere una faticosa emancipazione messa in atto! Un uscire dalla propria casalinghitudine che come emancipazione prevede solo il saper guidare la macchina per scarrozzare i figli qua e là. (Io non ho la patente! Mi sentirò emancipata quando oltre la macchina avrò pure l'autista!) E perché no, aprire un blog (di cucina, se ciò si sa fare) può essere la ricerca di un sbocco lavorativo, nell'Era del tormentone "il lavoro te lo devi creare". Già, perché lavori per tutti pare non ce ne siano e aver un post di lavoro pare sia un posto al sole! Essere food blogger è quindi il risultato di più varianti, non solo di una grande passione per la cucina che certamente ci deve essere.
A tratti pare che il vero foodblogger, quello autentico, quello "d'Autore" è solo quello che parte da una serenità economica, mosso unicamente da una grande passione, incurante di essere comunque un influencer se non per il mercato, per la cultura dell'alimentazione sicuramente! Ed è su questo punto che arbitrariamente vorrei aggiungere,
con le suddette riflessioni ma anche con altre ancora che arriveranno piano piano, le mie pennellate sul quadro del ritratto del "foodblogger."
Per ora, tempo scaduto. Devo correre per recuperare il tempo sottratto dai lavori di casa e dagli impegni di famiglia...

Ci tornerò sul argomento, dato che ormai osservo il mondo del food blogging dall'interno, con la stessa curiosità che mi pervade verso il mondo ogni volta che salgo in autobus...

mercoledì 10 maggio 2017

Banana cake



Nel cestino della frutta mi sono rimaste due banane maculate come un ghepardo! Quelle che in piazza delle Erbe, a Padova, vendevano a metà prezzo col cartello "banane tigrate" ma che dopo la spesa ti infilavano due nella busta come regalo! Tigrate o ghepardate, nessuno le avrebbe mangiato queste due banane che avevo e mi dispiaceva buttarle! Ecco allora che è saltato fuori un banana cake, SENZA uova, SENZA lattosio e SENZA glutine! Un banana cake maculato come i frutti di partenza, facile da fare e molto saporito, tanto che è sparito in un attimo senza fare in tempo di preparare il tè o il caffè per accompagnarlo! Ovviamente se non avete intolleranze alimentari lo potete gustare lo stesso utilizzando magari la farina di grano 00 al posto della farina di riso, nella stessa quantità.


Ingredienti:

  • 150g di polpa banana molto matura
  • 120g zucchero
  • 60ml olio di semi
  • 20ml brandy (una cucchiaiata)
  • 20ml acqua (una cucchiaiata)
  • 20ml succo di limone (una cucchiaiata)
  • 180g farina di riso
  • 20g amido di mais
  • 8g lievito in polvere
  • 40g di gocce di cioccolato

 Esecuzione:
 

Con le fruste elettriche lavorate la polpa di banana con lo zucchero fino ad ottenere un frullato omogeneo.
Aggiungete a filo l'olio continuando a lavorare, poi i liquidi, brandy, acqua e succo di limone e infine la farina, l'amido di mais e il lievito. Mettete nell' impasto metà quantità delle gocce di cioccolato, amalgamate con una spatola a silicone e trasferite  inuna teglia d'alluminio piccola (quella per torte) foderata di carta, oppure oleata con olio di semi e infarinata.
Spargete sulla superficie il resto delle gocce di cioccolato e infornate a forno statico prescaldato a 180°C per 30 minuti circa.


 

sabato 6 maggio 2017

Makis sandwich


Nasce come panino, sandwich appunto, ma diventa un piatto unico per un leggero pasto veloce! 25 anni anni fa, zaino di scuola sulle spalle si vagava per la città fianco a fianco con l'amica di cuore. Quella che era compagna di banco, altrer ego, complice di tutte le stravaganze adolescenziali. Una di queste stravaganze era frequentare locali fuori moda e divertirsi col provinzialismo della città che portava tutti a fare la stessa cosa! Per i nostri pasti veloci non scegliavano il trancio di pizza più in voga nel momento, ma il panino di un locale appena aperto, di un poveraccio cheavrebbe voluto avere il locale pieno di gioventù, invece passava tutto il giorno a preparare caffè da asporto per gli uffici pubblici circostanti (non c'erano allora i distributori automatici...). E noi splendide quindicenni, dentro la nostra bolla di gioventù andavamo a comprare un panino al sesamo che Makis imbottiva con formaggio gouda, affettato di tacchino, ricotta vaccina e fette di cetrioli! Pensare di mettere il cetriolo dentro un panino era innovativo, originale eppure tanto buono, tanto che non tardò a diventare un altro culto della città! Complice anche che Makis, per un periodo restava aperto 24 ore su 24 soddisfando la fame notturna di chi dopo una notte brava aveva bisogno di un caffè e un panino!
Mi è piaciuto ricreare i sapori di Makis sandwich in un piatto fresco, quasi come insalata e proporvelo.
A proposito! Makis non fa più i caffè da asporto. Vende gyros-pita (kebab), c'è sempre una fila di giovani pazzesca e nel solito angolo della vetrina trovate sempre il panino al sesamo con cetriolo e ricotta!

Ingredienti:
  • mezza frisella o dakos (del quale vi ho parlato qui)
  • 3-4 cucchiaiate di acqua
  • 1 cucchiaiata di aceto balsamico
  • mezzo cetriolo tenero e fresco di taglio
  • 4 fette di formaggio gouda
  • 4-5 fette di affettato di tacchino
  • 50g di ricotta vaccina
  • 2 cucchiaiate di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaiata di sesamo tostato

Esecuzione:

Bagnate la frisella o il dakos con 3-4 cucchiaiate di acqua. Mettetela un un piatto da portata e conditela col cetriolo sbucciato e tagliato a listarelle sottilissime, quasi trasparenti (io mi sono servita di un pelapatate).
Condite il cetriolo e la frisella con due cucchiaiate di olio extravergine mischiete con una cucchiaiata di aceto balsamico e due prese di sale.
Posizionate sopra listarelle di formaggio gouda e di affettato di tacchino. Fiocchi di ricotta vaccina e sesamo che precedentemente avrete tostato per un minuto in una padella antiaderente.

La composizione di un piatto leggero, senza cottura che può accompagnare un apperitivo per due o diventare un piatto unico è pronta! A voi la destrutturazione!


 


venerdì 5 maggio 2017

Risotto con piselli e menta


 Un risotto con piselli e menta delizioso che circola sul web ma che per me è un altro gran piatto della cucina italiana! Quando è la stagione dei piselli freschi lo faccio sempre un paio di volte e tutti gradiscono molto!
Per obiezione di coscienza non uso mai i piselli surgelati. Aspetto che arrivi la loro stagione per poterli gustare senza pensare che siano stati coltivati in Africa, in grandi campi illuminati a giorno e spruzzati con pesticidi pesanti dei quali l'uso è stato proibito in Europa già dagli anni '50. Per dover di cronaca racconto che la manovalanza agricola assunta per spruzzare e prendersi cura delle coltivazioni viene assunta con contratti trimestrali rinnovabili per una, massimo due volte. Dopo tale termine gran parte muore con leucemie fulminanti e medici compiacenti firmano il "decesso per causa AIDS" La fonte di questa storia è stata un missionario laico che in Kenya, paese che ho visitato,  ha fondato una scuola agraria per ragazzi senza futuro e alla fine si è sentito produrre carne da macello invece che periti agrari... E quando queste cose le senti da chi è coinvolto direttamente, minimo minimo non riesci più a comprare piselli surgelati!
Ma la primavera porta i piselli anche alle nostre terre, quindi fornitevi di questi dolci e teneri ortaggi coltivati a km 0 e provate questa ricettina che è veramente squisita! (Un bacio grande e tanto bene a chi l'ha inventata!)



Ingredienti: 
  • 350g di riso Arborio (Carnaroli o Vialone nano)
  • 450g di piselli freschi
  • 80ml di olio extravergine d'oliva
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaino di sale
  • 4 rami di menta fresca
  • 100g di robiola
  • 50g di parmigiano o grana padano

Esecuzione:
 

Rosolate la cipolla trittata finemente nella metà quantità dell'olio indicato. Aggiungete i piselli e due mestoli di acqua calda e tirate a cottura fino a che non siano morbidi.
Prelevate 3/4 della quantità dei piselli e frullateli insieme alla menta e due mestoli di acqua calda..
Aggiungete in pentola il resto dell'olio e tostate il riso.
Spegnete con due mestoli di acqua calda, aggiungete il sale e continuate la cottura aggiungendo acqua calda per il tempo indicato sulla confezione del riso da voi scelto.
Poco prima di ultimare la cottura aggiungete i piselli frullati con la menta.
Spegnete, mettete la robiola e il parmigiano o grana padano, mischiate, coprite e lasciate riposare per 5-7 minuti.


 

mercoledì 3 maggio 2017

Spaghetti alla carbonara


Spaghetti alla carbonara! Una delle ricette tradizionali della cucina italiana amata in tutto il mondo ma storpiata di brutto! In Grecia per anni (spero che adesso qualcosa sia cambiato) si è chiamata carbonara qualsiasi salsa bianca per condire la pasta. Panna e cubetti di spalla cotta era carbonara, cipolla rosolata, spenta con vino bianco, tirata a cottura con latte e pecorino era carbonata! Adesso vedo che si è incominciato anche in Italia a sentire cose strane tipo "carbonara di zucchine"  "carbonara con fave e spek" e altre similari... Tutte ricette buonissime, nulla da dire, ma un pizzico di inventiva anche riguardo il nome no?



Questa è la versione che mi è stata insegnata da mio marito, nato e cresciuto in mezzo a cuochi e ristoranti. Degli amici cari ci hanno fatto un regalo prelibato: il guanciale di Norcia (che con grande onore sfoggio in foto ma anche con un stretta al cuore per una zona martoriata dai terremoti), le mie galline ci hanno fornito le uova, non restava che preparare gli spaghetti alla carbonara nella loro versione originale! Non esistono foto che rendano giustizia alla bontà del guanciale di Norcia. Mi rendo conto tuttavia che non è un prodotto a portata di mano ed è ancora più difficile (se non impossibile) da trovare in Grecia, ragione che obbliga alla sostituzione. L'unica scelta valida per sostituire il guanciale è la pancetta ma se avete la possibilità, il guanciale resta sempre al primo posto!



   
Ingredienti:
  • 500g di spaghetti
  • 40ml olio d'oliva extravergine (2 cucchiaiate)
  • 200g di guanciale
  • 8 tuorli d'uovo freschissimi
  • pecorino romano grattugiato
  • pepe nero macinato sul momento

Esecuzione:
Mettete la pasta a bollire in acqua leggermente salata.
Tagliate il guanciale a striscioline e mettetelo a rosolare con 2 cucchiaiate di olio extravergine in una padella antiaderente, dove poi salterete la pasta.
Poco prima di scolare la pasta, in una ciottola capiente, sbattete i tuorli con uno-due mestoli di acqua della cottura della pasta. Aggiungete l'acqua a filo sbattendo energicamente con la frusta a mano.
Scolate gli spaghetti e fatteli saltare prima con il guanciale e poi con la cremina di tuorli.
Impiattate e spolverate con abbondante percorino romano e pepe nero macinato sul momento!